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BERSANI DA OGGI E' SEGRETARIO PD; SEGRETERIA, OGNI 8 DELEGATI UN MEMBRO
view post Posted on 7/11/2009, 12:02Quote
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BERSANI DA OGGI E' SEGRETARIO PD; SEGRETERIA, OGNI 8 DELEGATI UN MEMBRO

ROMA - "Ho detto più volte che non credo al partito di un uomo solo ma ad un collettivo di protagonisti. Mi rivolgo a voi non come ci si rivolge ad una folla ma come ci si rivolge a largo gruppo dirigente del nostro partito corresponsabile con me di questa straordinaria avventura". Così, in apertura del suo primo discorso da segretario, Pierluigi Bersani si è rivolto ai big del Pd invitando tutti a lavorare insieme.

"Costruire il partito preparare l'alternativa: sono compiti che richiedono un lavoro importante per durata e per profondità. E' inutile cercare scorciatoie o immaginare strade senza inciampi". E' la rotta che il neosegretario del Pd Pierluigi Bersani indica aprendo l'Assemblea nazionale che lo ha proclamato leader del Pd.

Il Pd "é pronto a discutere" di riforme a partire dalle proprie proposte che riguardano il superamento del bicameralismo perfetto e dalla modifica della legge elettorale. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nella relazione all'assemblea nazionale.

Bersani ha detto di sentirsi "orgoglioso" perché insieme a tutti i militanti sta cercando di costruire un partito: "La nostra Costituzione - ha ricordato - parla di partiti e non di popoli" e il Pd vuole essere "un'altra modernità alternativa alla deformazione populista e plebiscitaria del nostro quadro politico e costituzionale". Il Pd, ha proseguito, in tema di riforme deve superare "un'impostazione difensiva o nobilmente conservatrice. Ci chiamiamo Democratici - ha proseguito - perché poniamo al Paese il problema di una democrazia efficiente. Ci chiamiamo riformisti perché vogliamo le riforme. Noi rifiutiamo l'idea che il consenso venga prima delle regole, che la partecipazione democratica significhi eleggere un capo, che la società civile sia ridotta a tifoseria". Il Pd è quindi disposto a "un confronto trasparente nelle sedi proprie, e cioé nel Parlamento" su quattro punti: "Superamento del bicameralismo perfetto, Senato federale, riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento delle funzioni reciproche di governo e Parlamento"; una "coerente e moderna legislazione sui partiti" in attuazione dell'articolo 49 della Costituzione; "nuova legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i parlamentari, attraverso un confronto con le forze politiche a cominciare da quelle dell'opposizione senza escludere una legge di iniziativa popolare"; nuove norme sui costi della politica.

"Noi siamo d'accordo a discutere di norme urgenti e radicali sulla giustizia civile, sulla ragionevole durata del processo e sui problemi che gravano sui cittadini. Ma non possiamo non vedere la difficoltà di un confronto totalmente e unicamente centrato sull'equilibrio dei poteri e soprattutto invaso dall'insuperabile interferenza di questioni che si riferiscono alla situazione personale del premier". E' la posizione che il neo segretario Pier Luigi Bersani spiega avrà rispetto all'ipotesi di riforma della giustizia. Bersani chiede alla maggioranza "di liberare il tavolo da queste ipoteche e da uno spirito di aggressività e volontà di rivincita contro il sistema giudiziario e la magistratura perché sono sentimenti e intenzioni che inquinano la discussione".

"Per l'alternativa": è lo slogan scelto dal neosegretario Pier Luigi Bersani per l'assemblea nazionale che lo proclamerà segretario del Pd. L'assemblea è cominciata alla Fiera di Roma sulle note dell'inno nazionale. "Preferiamo che siamo in molti a decidere per sé stessi piuttosto che in pochi a decidere per gli altri", ha detto il presidente della commissione delle primarie Maurizio Migliavacca, leggendo i risultati finali del voto del 25 ottobre. In platea i mille neodelegati e tutti i big del Pd con eccezioni illustri: l'ex premier Romano Prodi, impegnato a Parigi, l'ex segretario Walter Veltroni e, come prevedibile, Francesco Rutelli, ormai al lavoro per altri percorsi politici.

Trattative fino a tarda notte per la composizione della direzione e degli organigrammi in vista dell'assemblea nazionale di stamani: questo lo scenario in cui si stanno per aprire i lavori del "parlamentino" del Pd, in cui si dovrà insediare Pierluigi Bersani come nuovo segretario. I due punti al centro delle trattative riguardano la Direzione e i ruoli dentro l'Esecutivo del partito.

Dopo lunghi incontri protrattisi nella notte è stata trovata un'intesa tra le varie componenti in modo da eleggere un organismo che rappresenti sia le regioni che le mozioni in termini proporzionali. In pratica è stato scelto un meccanismo per il quale ogni otto delegati di ciascuna mozione in ogni regione esprime un membro della direzione. Più in alto mare il discorso che riguarda la gestione del partito, con gli ex popolari vicini a Beppe Fioroni e Franco Marini che chiedevano un posto come vicesegretario, richiesta che Bersani ha respinto nel corso della notte.

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view post Posted on 8/11/2009, 08:46Quote
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Un partito di "alternativa", da costruire rivolgendosi "a tutto il centrosinistra", fedele al "bipolarismo", senza "nostalgie" del passato, sicuramente "plurale" ma anche dotato di regole che evitino "fenomeni di anarchismo".

Pier Luigi Bersani tiene il suo primo discorso da segretario, davanti all'assemblea nazionale chiamata a proclamare ufficialmente il risultato delle primarie, e traccia l'identikit del partito che ha in mente. In un sala in cui domina il rosso della moquette stesa per l'occasione, dopo il verde che ha contrassegnato i primi due anni di vita del partito, Bersani inizia salutando il capo dello Stato, Romano Prodi e i due segretari che lo hanno preceduto, Walter Veltroni e Dario Franceschini.

Quindi spiega: "Vi spiego subito e con chiarezza i nostri essenziali compiti. Costruire il partito, preparare l'alternativa". Il segretario prova subito ad andare oltre il dibattito che ha dominato la fase congressuale, cerca di superare le antinomie su cui si sono contrapposte le mozioni al congresso: Bersani esalta sia le primarie che il voto degli iscritti e spiega che da entrambi questi momenti è venuta una "spinta enorme", che testimoni una "evidente sintonia tra iscritti e cittadini elettori".

Basta, insomma, con le dispute tra chi difende 'le tessere' e chi attacca invece 'l'apparato invocando il popolo delle primarie: "E' possibile immaginare un grande partito in cui organizzazione ed apertura alla società si tengono". La strada da seguire, assicura poi, non riporta al passato: "Nessuna nostalgia deve imprigionarci o trattenerci. Dobbiamo sentire la responsabilità del nuovo da costruire.

Saremo un partito che, nel bipolarismo, si rivolgerà a tutta l'area del centrosinistra, senza 'trattini' o distinzioni di ruoli e senza pretese di esclusività e con la legittima ambizione di crescere e di farci più forti". Anche in questo caso, una sintesi tra la tesi della vocazione maggioritaria, mai citata, e l'antitesi di chi evoca un Pd più di sinistra alleato con un centro, in uno schema magari non più bipolare.

Bersani sceglie una terza via: "Non c'è contraddizione alcuna fra il nostro rifiuto a ritagliarci un angolo del campo e il riconoscimento che non siamo soli nel campo". Uno "sguardo ampio", spiega, che verrà usato anche per organizzare le alleanze in vista delle prossime regionali. Il segretario parla anche di contenuti programmatici.

Attacca il Governo sulla crisi ("Non è alle spalle, serve realismo") e offre la disponibilità del Pd a collaborare, a condizione che l'esecutivo proceda ad una "assunzione di responsabilità esplicita". Allo stesso modo, detta le condizioni per un confronto sulle riforme, che deve avvenire in Parlamento e essere centrato su riduzione dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto, Senato federale e una legge elettorale che permetta agli elettori di scegliere i parlamentari.

Per quanto riguarda la giustizia, poi, se si vuole procedere ad un dialogo occorre sgombrare il campo dall' "interferenza di questioni che si riferiscono alle situazioni personali del Presidente del Consiglio, e segnato dall'aggressività e dalla volontà di rivincita scagliate contro il sistema giudiziario e la magistratura".


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